Romeo e Giulietta di Andrea Baracco al Teatro Eliseo

Dal 14 febbraio al 5 marzo, è in scena, al Teatro Eliseo di Roma, la tragedia "Romeo e Giulietta" di William Shakespeare per la regia di Andrea Baracco e con un cast formato da eccellenze italiane.


La tragedia originariamente suddivisa in cinque atti, si presenta al pubblico con la traduzione originale di Salvatore Quasimodo, mantenendo un forte legame con la tragedia cinquecentesca anche se inserito in un contesto più moderno.
La scenografia, essenziale, ha permesso al pubblico di concentrarsi sul lavoro attoriale dei personaggi, che non hanno deluso le aspettative di chi li osserva.
Baracco ha scelto di concentrare il suo lavoro sulla psicologia dei personaggi, e forse, per la prima volta, ci ha messo davanti agli occhi il vero essere dei personaggi creati dalla penna del Bardo.
Posso finalmente dire, dopo aver visto svariate versioni della tragedia, che Mercuzio ha recuperato il suo ruolo all'interno dell'opera.
Di solito Mercuzio viene visto e rappresentato come un semplice personaggio secondario, ma qui, grazie all'ottima interpretazione di Alessandro Preziosi, recupera la sua dignità di fool, di Deus ex machina, di punto di rottura inconsapevole, di fulcro intorno al quale la storia d'amore si trasforma in tragedia, ma anche e soprattutto recupera il ruolo di creatore folle di incondizionata confusione ed allegria sottile che con le sue piccanti battute distrae il pubblico e gli stessi protagonisti da quella che sarà la loro fine.


Il Romeo di Antonio Folletto porta in scena la natura sregolata dell'amore giovanile, l'irruenza, la follia, l'irrazionalità, la paura, l'entusiasmo, la febbre che vive nell'amore più aperto e incondizionato. Antonio Folletto entra con la sua interpretazione nei cuori degli spettatori che riescono, forse per la prima volta ad abbracciare la febbrile passione che ha colpito Romeo, facendola un po' propria.
Ma Romeo non e' solamente un amante appassionato, è anche un giovane idealista impulsivo, che per amore nei confronti dei suoi amici è pronto a vendicarne la morte con la morte.
In Romeo convivono tre elementi fondamentali: l'amore, l'omicidio e il suicidio, che sono perfettamente presentati dal lavoro attoriale fatto da Antonio Folletto. Il suo Romeo non si dimentica facilmente.
Giulietta, la giovane innocente Giulietta portata in scena dalla bravissima Lucia Lavia, si presenta al pubblico molto più matura e razionale di quanto qualunque lettore o conoscitore dell'opera shakesperiana abbia mai immaginato. In un continuo crescere il suo personaggio, a volte fin troppo carico di pathos, arriva al culmine della sua crescita con il risveglio dalla finta morte e l'ultimo scambio di sguardi con il suo amore.
Andrea Baracco ci lascia con un finale diverso dal solito, l'immagine che ci aspettiamo è la solita, Romeo che si uccide, Giulietta che si sveglia e visto il suo amore morto si uccide di conseguenza. Quello che invece il regista ci offre è un'immagine molto simbolica: un Romeo che si avvelena si siede accanto al corpo della sua Giulietta e si fuma una sigaretta, nel mentre Giulietta si sveglierà, si scambieranno degli sguardi pieni di parole e mentre lei inizierà a fumare la sua sigaretta Romeo poggerà il capo sul letto di morte e così poco dopo farà anche Giulietta.
Questa immagine finale mi ha molto colpito e mi ha fatto pensare che alla fine la storia d'amore tra Giulietta e Romeo è molto simile al gesto di fumare una sigaretta: troppo breve e può ucciderti.



Febbre è il mio amore, e sempre si tormenta  su ciò che meglio alimenta il suo male; così nutre il suo morbo, lo sostenta per appagare una perversa fame.
Il sonno, medico d’amore, irato perché trascuro ogni sua prescrizione, mi abbandona; e mi accorgo, disperato, che il desiderio è morte, che è contro ogni ragione.
Non ho più scampo, ora che fuor di senno straparlo d’ansia, pazzo furente, i miei pensieri quelli del folle sono persi dal vero, vani, vanamente: io ti giuravo luminosa e pura; sei il nero inferno, la notte più oscura.
Sonetto 147 - William Shakespeare

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