Sulle orme di San Gaspare Del Bufalo: i luoghi della sua vita - La chiesa del Gesù



L'anno scorso di questi tempi mi trovavo china sul mio computer a completare la mia tesi di laurea, tesi in agiografia, tesi che mi stava facendo penare parecchio, ma che poi mi ha dato grandi soddisfazioni.
Questa tesi aveva come scopo il raccontare la storia di un santo romano che dalle mie parti (in Puglia) non è molto conosciuto, ma con il quale ho un legame molto forte, questo santo è San Gaspare Del Bufalo.
Ad oggi, esattamente un anno dopo non avrei mai pensato che mi sarei ritrovata a vivere nello stesso quartiere, o forse è meglio definirlo municipio romano, in cui lo stesso San Gaspare è vissuto ben due secoli fa.
Ogni giorno mi trovo a percorrere una strada che mi permette di buttarmi materialmente a capofitto nella vita di questo santo. 
Proprio per questo motivo ho deciso di raccontare uno per volta i luoghi che sono stati fondamentali nella vita di San Gaspare e che per mia fortuna sto avendo la possibilità di toccare con mano.
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Partiamo dal principio:
Gaspare nasce e vive i primi anni della sua vita nel rione di San Martino ai Monti a Roma, ma poco tempo dopo sarà costretto a trasferirsi nel rione Pigna con la sua famiglia e risiedere presso il palazzo della famiglia Altieri che si affaccia su piazza del Gesù, lì dove si trova in tutta la sua maestosità la chiesa del Gesù ( il suo nome intero è Chiesa del Santissimo Nome di Gesù all’Argentina), chiesa madre della Compagnia del Gesù, voluta dal fondatore della Compagnia Sant'Ignazio di Loyola.



La Chiesa del Gesù conserva la tomba del suo Fondatore.
Attualmente fa parte del vasto patrimonio storico artistico del Fondo Edifici di Culto del Ministero dell’Interno, cioè l’Ente al quale vennero attribuiti i beni derivanti dall’Asse ecclesiastico dopo la sopressione delle Corporazioni religiose e delle Fabbricerie.
La sua singolare richezza artistica segnala la Chiesa del Gesù come un capitolo importante della storia dell’arte ed è uno dei monumenti più visitati di Roma.
La monumentale facciata di Giacomo Dela Porta domina dall’alto la non grande piazza. La cupola, sempre del Della Porta, ha un tamburo ottagonale.

L’interno, a croce latina, ha una vasta navata la cui volta è affrescata con il Trionfo del nome di Gesù, grandioso, movimentato e luminosissimo affresco eseguito con straordinario effetto di prospettiva aerea da Giovan Battista Gaulli detto il Baciccia, che ha affrescato anche la cupola con Patriarchi e dottori della Chiesa.

La tribuna è affrescata, sempre dal Baciccia con Gloria del mistico Agnello.
Sull’altare maggiore campeggia una pala ottocentesca raffigurante la Circoncisione, di Alessandro Capalti.
Ai lati si aprono sei cappelle con opere di autori di rilievo: Cappella di sant’Andrea con il Martirio di Sant’Andrea di Ciampelli; Cappella della Passione con la Salita al Calvario e Crocefissione di Celio; Cappella degli Angeli dove la pala d’altare rappresenta Sette Archangeli in Adorazione della Santissima Trinità di Frederico Zuccari; Cappella della Santissima Trinità con l’Adorazione dalla Santissima Trinità dai Santi di Francesco Bassano; Cappella della Sacra Famiglia con la pala d’altare, opera del romano Giovanni Gagliardi. Infine la Cappella di san Francesco Borgia con la bella pala dell’altare, in cui appare S. Francesco Borgia in estasi davanti all’Ostia consacrata che un angelo gli indica, di Andrea Pozzo. Nella stessa cappella ci sono vari dipinti; in particolare S. Pietro che battezza i Santi Processo e Martiniano e la Conversione di S. Paolo, tutti due del ticinese Pier Francesco Mola.
Importantissime sono la Cappella di San Ignazio di Loyola (sepolto sotto l’altare), magnifica opera di Andrea Pozzo e il bellissimo altare di San Francesco Saverio di Pietro da Cortona (dov'è conservata la reliquia del braccio del santo missionario).

A sinistra della tribuna si trova la Cappella Madonna della strada mentre a destra si trova la piccola Cappella del Sacro Cuore.
In anni recenti la Chiesa è stata oggettadi notevoli interventida parte della Soprintendenza per i Beni Artistici e Storici di Roma e del Lazio, che ha curato il restauro degli affreschi e degli stucchi che decorano la volta, l’abside, la cupola e i transetti; una superficie particolarmente vasta, che ha richiesto un lavoro lungo e impegnativo. Molti altri inoltre sono stati gli interventi di diversa entità che hanno interessato altri parti della Chiesa, in particolare l’ altare di sant’Ignazio, capolavoro riconosciuto dell’arte barocca.
Dal 2002 un nuovo impianto di illuminazione – realizzata dall’Enel, grazie al contributo del Gioco del Lotto (Società Lottomatica S.p.A.), d’intesa con la Soprintendenza – consente di apprezzare anche nelle ore notturne la facciata, permeata com’è da una luce diffusa irradiata da 12 proiettori di tipo circolare e rettangolare che illuminano lo stemma con il monogramma di Gesù posto sopra il Portale d’accesso e le statue dei Santi Ignazio di Loyola (a sinistra) e Francesco Saverio (a destra) nelle nicchie accanto al portale.
E’ stato eseguito lungo il corso del 2005 il restauro della Cappella di san Francesco Borgia, arricchita dagli affreschi di Nicolò Circignani, deto il Pomarancio, e di Pier Francesco Mola.
Nel 2006 il crocifisso è stato restaurato e l’antica Immagine della Madonna della strada è stata pulita e restaurata.

Un po' di storia della chiesa:
Nel 1551 sant’Ignazio di Loyola commissionò all’architetto fiorentino Nanni di Baccio Biggio il disegno di una Chiesa per la Compagnia di Gesù.
La pianta, che presentava una larga Chiesa con una unica navata, cappelle laterali e un’abside poco profonda, venne ridisegnata nel 1554 da Michelangelo, ma anche il suo progetto rimase sulla carta.
Infine il cardinale Alessandro Farnese, forse il più noto mecenate delle arti del periodo, fornì il finanziamento nel 1561 ed incaricò Jacopo Barozzi, chiamato “Il Vignola”, uno dei suoi architetti preferiti, della progettazione e realizzazione della chiesa del Gesù di Roma. Gli architetti gesuiti Giovanni Tristano e Giovanni de Rosis furono attivi collaboratori dei progetti interni e diressero l’attuale costruzione.
Non soddisfato dal disegno della facciata fatto dal Vignola, il Cardinale Alessandro Farnese scelse un progettto di Giacomo della Porta. La costruzione della Chiesa iniziò nel 1568; ma a concluderne l’esecuzione, dopo la morte del Vignola, fu Giacomo Della Porta nel 1575. Al momento della sua dedicazione nel 1584, la chiesa fu la più grande e la prima completamente nuova costruita a Roma fin dal “Sacco” del 1527.
Nella seconda metà del XVII secolo si ebbe la decorazione pittorica di Giovanni Battista Gaulli detto il Baciccia e si lavorò alle due grandi cappelle del transetto: quella di san Francesco Saverio e quella particolarmente sontuosa di sant’Ignazio.
In occasione delle vicende della fine del Settecento, che seguirono la soppressione dell’Ordine (1773), il tempio fu privato di molte ricchezze.
Nel 1814 la chiesa fu restituita ai gesuiti. Verso la metà del XIX secolo fu ornata la tribuna e costruito l’altare maggiore. Dal 1858 al 1861 l’ornamento del tempio farnesiano fu compiuto per munificenza del principe Alessandro Torlonia, che fece rivestire di marmi la navata.
In conclusione, la Chiesa del Gesù, realizzata con uno stile tra il rinascimentale ed il barocco, ebbe un gran influsso sull’archittetura sacra delle chiese barocche in Italia e altrove nel mondo, fino ad ispirare il termine – oggi contestato – “stile gesuitico”.
La sobria facciata, con i volumi, le masse ed i giochi di luci ed ombre che anticipavano il Barocco, fu attentamente orientata verso le vie e la piazza circonstanti: essa si erge maestosa come un grande portale che invoglia i viandanti ad entrare.

Ed è proprio a quest'ultima frase sulla facciata della chiesa del Gesù che voglio ricollegarmi per tornare a parlare di San Gaspare, chi passa davanti alla chiesa del Gesù non può non sentire nascere dentro di lui la voglia di entrarvi anche solo per guardare i meravigliosi affreschi di cui ho già detto abbondantemente.
Io però ci ho messo piede per la prima volta due settimane fa e quello che ho pensato è stato: "ma questa è la chiesa del Gesù, quella chiesa del Gesù..." e lì in quel momento ho smesso di essere una turista e la mia mente si è aperta, ho iniziato a guardarla con occhi diversi e dentro di me ho incominciato a capire il perchè San Gaspare vi era così tanto legato, perchè quei due santi erano diventati per lui grande fonte di ispirazione.
Le mie d'altro canto sono sensazioni dovute ad uno studio portato avanti per circa due anni sulla sua figura, ed è difficile spiegarle, ma è come se conoscere determinati punti della storia portasse ad un ritorno al passato.

Per questo motivo, oggi 21 ottobre, giorno in cui si festeggia San Gaspare ho deciso di festeggiarlo iniziando questo percorso lungo i luoghi della sua vita.


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