Gianluca Merolli - Masterclass di canto e recitazione

Ciao a tutti,

vorrei scusarmi per la lunga assenza dal blog (appena nato l’ho dovuto un po' abbandonare), ma l’università in questi mesi ha risucchiato tutta la mia linfa vitale.
Ma ora sono tornata, pronta a raccontarvi un’esperienza che ho vissuto a Gennaio: una masterclass di recitazione e canto tenuta da Gianluca Merolli, organizzata a Margherita di Savoia il 31 Gennaio e 1 Febbraio 2015 dall'associazione Teatri'amo di Mente Contemporanea.

Probabilmente non tutti quelli che leggeranno questo articolo sapranno chi è, ed allora eccomi qui per parlarvi anche di questo, partendo dal principio: io ho conosciuto Gianluca Merolli un po’ per caso, guardando il 2 Ottobre 2013 la diretta dall’Arena di Verona del Musical Romeo e Giulietta Ama e cambia il mondo, di David Zard con musiche di Gérard Presgurvic e regia di Giuliano Peparini. Musical nel quale lui interpreta il personaggio di Tebaldo. Un Tebaldo con i contro fiocchi, che tutti quelli che hanno letto la tragedia shakesperiana dovrebbero immaginare così, o almeno nella mia testa è sempre stato così. Questo spettacolo lo porta in giro per l’Italia e anche per l’Europa da due anni, facendolo apprezzare dagli spettatori di tutte le fasce d'età.
Ma oltre a questo ha interpretato anche il ruolo di Galileo nel musical We will rock you, con le canzoni dei Queen e scelto da loro stessi per la versione italiana.
Ci sono state molte altre esperienze teatrali e non solo nella sua carriera, che non mi soffermo ad elencare altrimenti non finirei più. L’ultima di cui vorrei accennarvi è il suo lavoro registico sull’opera di Čechov “Il Gabbiano” che ha portato in giro per l’Italia nell’ultimo anno, sfruttando i momenti liberi dal musical di Romeo e Giulietta. Io purtroppo ancora non ho avuto modo di vederlo, ma spero nel prossimo anno di riuscire nell'impresa, magari qui in Puglia.
Per quanto riguarda la mia esperienza della masterclass, è stata una prima volta, e devo dire che anche se sono passati tanti mesi il ricordo è molto vivo in me. Ho assistito solo al secondo giorno di lezione e ne sono uscita molto arricchita, perché ho visto un uomo, attore e cantante  mettersi a disposizione di ragazzi, che vorrebbero formarsi per diventare performer, in una maniera vivida e forte.

Vi chiederete cosa intenda per “forte”, beh, nel senso che non si teneva nulla per sé. Ha espresso più di una volta quasi in tono di rimprovero, verso ciò che ci circonda, il vero senso del teatro e l’importanza del lavoro dell’attore, che deve fingere, si, ma rimanendo nella verità dei sentimenti. Senza questa l’attore non riuscirebbe a trasmettere nulla allo spettatore, che inevitabilmente uscirebbe dal teatro uguale a come è entrato, senza uno spunto di riflessione, un sentimento nuovo, così, vuoto… E così si renderebbe vano il lavoro attoriale, cioè quello di ricerca emotiva all’interno del proprio io, e lo scopo principale del teatro.
C’è stata una frase detta da lui che mi ha estremamente colpito e che voglio condividere con voi:
“I riferimenti della nostra vita devono essere alti, chi ha riferimenti alti produrrà sul palco cose alte, chi avrà riferimenti bassi di conseguenza in scena produrrà cose basse.”
Questa frase non ha valore solo per il lavoro dell’attore, anzi dovrebbe servire da sprono a tutti per allontanarsi da ciò che di basso ci mette di fronte il mondo. Quindi leggete, leggete i grandi classici, ascoltate musica che vi stimoli e se potete spegnete la TV.
 Voglio concludere questo racconto consigliandovi di partecipare, se potete, a delle masterclass di questo tipo, anche solo come uditori, non dovete essere per forza attori o futuri performer per voler apprendere qualcosa di nuovo. Ricordate, la curiosità è fonte primaria di miglioramento, in qualsiasi campo.
Vi lascio con una citazione tratta da “Il lavoro dell’attore su se stesso” di Stanislavsky, che Gianluca Merolli ha letto ai ragazzi durante la masterclass, e vi invito il 15 - 16 - 17 Maggio 2015 ad un’altra Masterclass di canto e recitazione, questa volta gli insegnati saranno due, Gianluca Merolli e Luca Giacomelli Ferrarini (a fine articolo troverete la locandina).




Come sempre aspetto i vostri commenti, fatemi sapere cosa ne pensate di esperienze del genere e se ne avete già fatte.
Ciaooo

“Chiesero al grande attore italiano, Tommaso Salvini, che cosa, secondo lui, è necessario per diventare un buon tragico. Rispose con un celebre slogan  <<Voce, voce, e ancora voce…>>.
Essere in voce: è il massimo della felicità sia per il cantante, che per l’attore. Sentire che il suono obbedisce, rende ogni dettaglio, ogni passaggio, ogni sfumatura.
Non essere in voce: che tormento! La voce non obbedisce, il suono non arriva più in là delle prime file della sala gremita di spettatori. Non riuscite ad esprimere quello che pure vive dentro di te, chiaro e profondo, sgorgato invisibilmente dalla tua forza creatrice interiore. Solo l’attore conosce questo tormento […]”



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